Tutto sulle Criptovalute

Cosa sono, a cosa servono, quale è la legge in materia, come si comportano l’Italia, l’Europa, gli USA e altri Paesi del mondo
criptovalute

Le criptovalute sono monete digitali, acquistabili da chiunque. Chi ne diventa proprietario dispone dei relativi codici identificativi che ne permettono l’utilizzo. Non esiste una sua rappresentazione materiale, cartacea, come invece accade ad esempio con l’euro o con il dollaro.

Il valore complessivo delle criptovalute, stimato a livello mondiale alla fine del 2021, ammonta a circa 2 trilioni di dollari. Trattasi, quindi, di una realtà che rivendica considerazione. E si fa presto a dire che rappresenti il futuro, ma siamo sicuri che un’affermazione del genere sia veritiera? O, meglio, crediamo davvero che il nostro presente sia già pronto ad affrontare le questioni relative alle valute digitali?

Conviene, quindi, partire dall’analisi delle problematiche che le criptovalute, ad oggi, portano con loro:

  • manca una legislazione in materia. Essa è nella stragrande maggioranza dei casi in fase di studio, ovvero di sperimentazione;
  • le monete virtuali non hanno corso legale in quasi nessun angolo del pianeta. L’accettazione delle cripto come mezzo di pagamento è, quindi, su base volontaria;
  • i prezzi delle principali criptovalute sono soggetti a fluttuazioni molto ampie. Risulta, quindi, impossibile dare un prezzo in valuta digitale a beni o servizi;
  • sono molto attraenti per i criminali, che potrebbero utilizzarli per il riciclaggio di denaro sporco e altre attività illegali; non possono, quindi, prescindere da un controllo efficiente.
  • trasmettono diffidenza, per ragioni talvolta fondate, talaltre dettate da eccesso di zelo;
  • problematico è il rapporto banca/valuta digitale. Accettare operazioni in criptovaluta comporta l’assunzione di alti rischi, che possono risultare sconvenienti per l’istituto bancario;
  • la conversione della moneta digitale in moneta avente corso legale dipende dalla disponibilità di liquidità propria della cripto;
  • la decentralizzazione del sistema fa sì che non sia presente un ente garante;
  • il tempo per avvalersene desta perplessità. Oggi le blockchain più famose possono impiegare anche qualche ora prima di confermare una transazione;
  • commissioni di valore eccessivo per le transazioni di piccolo importo e di uso quotidiano;

Circa la legislazione in materia, esistono due approcci differenti.

Alcuni Stati assumono atteggiamenti restrittivi verso un uso “privatizzato” delle criptovalute. Altri, invece, hanno un atteggiamento di totale apertura verso l’utilizzo di criptovalute da parte della popolazione.

La posizione assunta dall’Unione Europea rappresenta una sorta di mandato, utile a negoziare la forma finale della legislazione con i governi dell’UE.

In estrema sintesi:

  • si definisce che trasferimenti di cripto-asset dovranno includere informazioni sulla fonte del bene e il suo beneficiario;
  • Si spinge per rimuovere le soglie minime e le esenzioni per i trasferimenti di basso valore;
  • verso la creazione di un registro pubblico delle imprese coinvolte nei cripto-asset, quando destano perplessità sulla liceità dei loro comportamenti;
  • intenzione di esplorare la possibilità di emettere una valuta digitale unica tramite la BCE.

La normativa italiana, dal canto suo, intende rifarsi in gran parte ad un disegno di legge ad oggi sottoposto al vaglio del Senato.

Il suo contenuto riconosce prassi amministrative consolidate. In punti:

 

  • tutte le criptovalute sono equiparate a valute estere. Niente tassazione sugli scambi ma solo su conversioni in valuta tradizionale che superino la soglia di circa 51.600 euro oltre i sette giorni consecutivi.
  • esclude dalla tassazione le conversioni tra una criptovaluta e un’altra. La tassazione si avrà solo nel momento in cui il detentore realizza la conversione in valute tradizionali, determinando la plusvalenza imponibile.
  • Il contribuente è tenuto a dare indicazione delle criptovalute possedute nella dichiarazione annuale dei redditi.

Rimangono da considerare alcune particolarità:

  • In Cina tutte le transazioni in criptovalute sono considerate illegali. Al tempo stesso, però, il Governo sviluppa una valuta digitale centralizzata: l’e-yuan;
  • negli USA circa il 16% degli adulti fa uso di criptovalute. La criptomoneta sta avendo una diffusione senza paragoni rispetto a quasi tutti gli altri paesi mondiali;
  • Tramite i canali ufficiali del Governo ucraino sono state ricevute donazioni in criptovalute per oltre 100 milioni di dollari. Dall’altro lato, il governo di Mosca si è reso disponibile, anche a fronte della forte svalutazione della moneta nazionale, ad accettare Bitcoin per il pagamento dell’oil&gas che fornisce.

Questa, in sintesi, la situazione legislativa relativa alle criptovalute. Trattasi di un argomento in costante e rapida evoluzione.

 

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